LA PRIMA PICCHIATA AEREA

LA PRIMA PICCHIATA AEREA

L’11 agosto 1913, un giornale milanese pubblicava un minuto resoconto dello straordinario esperimento aereo che si era svolto nella piazza d’armi di Baggio il giorno prima : “Un buon numero di invitati ha assistito in piazza d’armi all’esperimento di un nuovo apparecchio di “atterrissage”. Si tratta di un congegno che permette a qualsiasi monoplano di discendere quasi verticalmente. Alle ore 16,30, il neo-aviatore Pietro Minetti si innalza con monoplano Bleriot, munito del nuovo congegno e si eleva sicuro a 1500 metri, compiendo diverse evoluzioni sulla piazza. Ad un tratto il pubblico, che guarda con una certa ansia l’apparecchio, lo vede cadere precipitosamente in linea verticale dall’altezza di 300 metri al suolo. L’apparecchio si ripone in posizione orizzontale e leggermente strisciando atterra. La prova è riuscita perfettamente”. Si era ai primi passi dell’aeronautica. Allora non si parlava di aerei che scendevano in picchiata. Ma quella breve cronaca, testimoniando il primo tentativo di discesa verticale ( a quei tempi così si chiamava la picchiata), acquistò particolare valore, perché aveva fissato una importante tappa nella storia dell’aviazione. Che la picchiata sia un’invenzione italiana è da tutti riconosciuto. Mancano però nomi e date sui primi studi e sulle prime prove di questa rischiosa impresa. Chi si buttò per primo a capofitto col suo aeroplano, lasciandosi cadere come una pietra ? La risposta, forse, era in quel piccolo resoconto pubblicato da un giornale nell’agosto del 1913. Ma rievochiamo i remoti esperimenti di volo eseguiti in quegli anni da uomini coraggiosi.  Nel 1908 Dumont aveva compiuto i primi voli ; l’anno seguente, Bleriot attraversò per primo la Manica in aeroplano ; nel 1910 Chavez  eseguì la trasvolata delle Alpi ; nel 1912 si esperimentò il “cerchio della morte”. L’aeroplano, ormai, suscitava enorme interesse. Gli aviatori si contavano sulla punta delle dita : pochi pionieri, giovani audaci. Tra questi pionieri vi era il giovane Pietro Minetti, alessandrino, che nel 1912, ventisettenne, frequentò un corso di quattro mesi a Issy-les-Moulineaux, in Francia, e conseguì la patente di pilota. Se ne tornò a Milano con un “Bleriot” acquistato per ventiquattro mila lire dal famoso aviatore Pegoud ; lo rimontò nel capannone del costruttore Giuseppe Gabardini, alla piazza d’armi di Baggio, e iniziò i suoi voli. Ma il semplice volo non bastava più ai giovani assetati di nuove emozioni. Minetti si appassionò al problema della discesa verticale  e ne studiò la realizzazione. Competente di calcoli, progettò egli stesso i piani di profondità da aggiungere ai timoni, e che dovevano permettere la caduta verticale dell’apparecchio e il successivo raddrizzamento, e fece costruire il congegno da un privato. Il 10 agosto 1913 erano adunate alcune centinaia di persone – amici di Minetti, pionieri, curiosi – nella piazza d’armi di Baggio per assistere alla prova : un’impresa da pazzi, un vero salto nel vuoto. Gli spettatori sbigottiti videro l’apparecchio discendere quasi perpendicolarmente come se, presa la mano al pilota, piombasse a terra… Ma a trenta metri dal suolo, Minetti tirò la leva, e il monoplano si raddrizzò iniziando una planata che si concluse in un felice atterraggio, nello spazio di una cinquantina di metri. Applausi, evviva, strette di mano, abbracci e tanti commenti : era stata fatta la prima picchiata. Riuscito felicemente il primo esperimento, Pietro Minetti si sentì sicuro per affrontare la dimostrazione davanti a un pubblico più numeroso, e un mese dopo la rinnovò al campo di Mirafiori, presente una folla da torneo calcistico. Pure il nuovo volo ebbe successo, e, con tante lodi, Minetti, fu come al solito, chiamato pazzo. Avrebbe voluto fare il bis, ma ne fu dissuaso dalle stesse invocazioni del pubblico : bastava il brivido provato poco prima. Ad Alessandria non si era ancora visto volare, e un Comitato invitò il Minetti ad appagare la curiosità dei suoi conterranei con un’evoluzione. Il pilota giunse in volo da Milano, una domenica mattina della stessa estate 1913, e, dopo diversi volteggi, atterrò in picchiata. Fu un nuovo trionfo. Fece colazione ad Alessandria, festeggiatissimo, e nel primo pomeriggio ripartì sul suo monoplano, perché doveva trovarsi a Milano, dove era stato organizzato, sul campo di Baggio, uno spettacolo con due “numeri” di eccezione : Rosina Ferrario, la prima aviatrice italiana, avrebbe volato, e lui, Minetti, sarebbe disceso da oltre mille metri a perpendicolo. Ma lungo il viaggio aereo, sopra Garlasco, in quel di Pavia, il motore del “Bleriot” si arrestò, e Minetti fu costretto ad attuare la sua invenzione per discendere al più presto e planare in una risaia. I contadini accorsero, spaventati : l’atterraggio di fortuna si era compiuto felicemente per quel pazzo d’un pilota, ma con la rottura del carrello e altre avarie per l’apparecchio. L’aviatore si fece accompagnare al più vicino ufficio postale per avvertire telegraficamente dell’incidente gli organizzatori del raduno di Baggio. Il monoplano, riparato, venne acquistato da una scuola di pilotaggio, e Minetti ne comprò uno nuovo l’anno seguente dallo stesso Pegoud : un altro “Bleriot” dotato dei dispositivi per il “cerchio della morte” e, a cura dello stesso proprietario, di quelli per la discesa verticale. Minetti non rinnovò più le sue prove, ufficialmente, per l’intransigente veto dei parenti. Il volo era tollerato, ma non la picchiata. Nel 1915, richiamato alle armi per la guerra, Minetti giunse in volo a Mirafiori, e proprio non poté trattenersi di rinnovare la sua prodezza : atterrò in picchiata, fra lo stupore dei militari che osservavano dal campo. La discesa verticale gli valse la nomina immediata a primo pilota, però non doveva più ripetere quello scherzo. E la proibizione durò per tutta la guerra, che Minetti fece da Ufficiale Aviatore, riportando quattro ferite e meritandosi varie decorazioni al valore. Chi poteva pensare, allora, che la proscritta discesa a perpendicolo dovesse costituire una delle maggiori novità del secondo conflitto mondiale, una vera rivoluzione dei sistemi di bombardamento aereo ?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...