IL MORTO DI CONTRADA MUZZA

IL MORTO DI CONTRADA MUZZA

ALTRI TEMPI…

Uccio Santoro continuava a sbuffare.

– Lasciatemi andare ! Se vi dico che non ne so nulla di questo delitto, che non sono nemmeno di queste parti !

– Questo non dice niente.

– Ma se vi ripeto che non so nulla…

   A poco a poco intorno all’uomo una folla di curiosi aveva formato un largo cerchio e pressava, si accavallava, si sollevava in alto per udire meglio quello che si diceva e per vedere lo sconosciuto in volto. Il Santoro sudava e cercava di sfuggire agli sguardi di tutti quegli individui che pareva guardassero un leone catturato.

– Se vuoi che tutto vada per il meglio devi dire la verità, altrimenti saranno guai… – gli ripetevano. E quelle parole erano accompagnate da un cenno della mano che non significava nulla di buono.

– Ma insomma, lasciatemi andare. Io non so niente ! – urlava disperato Uccio Santoro.

   Poi cambiando tono aggiungeva:

– Ma ve l’ho già detta la verità. Stamattina…

   E con le mani più che con la voce, che gli tremava, ripeté, senza tralasciare i minimi particolari, come lui, circa tre ore prima, era uscito di casa con la sola intenzione di fare quattro passi, dopo quella pioggerella caduta durante la notte, tanto è vero che con sé aveva portato anche Bobbi.

 – Chi è Bobbi ? – chiese facendosi avanti uno del gruppo.

 – Il cane… Bobbi, è il mio cane… Dov’è ? –  domandò Uccio Santoro  ergendosi sulla punta dei piedi per vedere oltre la muraglia di persone che lo circondavano. Ma queste non gli diedero ascolto e gli fecero cenno di continuare. E lui riprese a spiegare come, mentre passeggiava, aveva scorto da lontano quel mucchio di gente e, incuriosito, s’era avvicinato.

   La folla insisteva: il delinquente, l’assassino, chi è l’assassino ?

– Ma se non l’ho mai visto questo tale che voi dite ! Se sono all’oscuro di tutto.

– Ma come possiamo crederti ? – brontolò qualcuno, quando il Santoro ebbe finito.

   Il malcapitato, man mano che raccontava, vedeva quei volti schierarsi contro di lui quasi fossero convinti della sua colpevolezza; a quelle parole aveva perduto, d’un sol colpo, tutte le speranze.

– Ma sei stato riconosciuto da quella vecchia… – incalzavano ancora quelli.

– Se quella vecchia ha affermato di averti veduto un’ora fa parlare, a due passi dal pozzo, con un altro.

– Non è vero ! – si difendeva Uccio abbottonandosi la giacchetta – quella vecchia non mi ha potuto vedere con nessuno. M’ha visto soltanto mentre passavo poco distante dal pozzo seguito dal cane. Ma dov’è Bobbi ?

– Non fare lo gnorri, non è proprio il caso. Sputa fuori la verità. Il resto non ci interessa !

  Uccio Santoro non ne poté più. Capì che quello era uno scherzo al quale avrebbero seguito gravi conseguenze. Sentì affluirgli al viso sangue caldo che gli colorò il volto. Capì che con gente testarda come quella sarebbe stato inutile cercare di scolparsi e pensò di far sentire le sue ragioni. Così, dato un rapido sguardo all’intorno, con una mossa fulminea, estrasse di tasca un grosso coltello dalla lama d’acciaio lucente e si mise ad urlare come un pazzo, a minacciare di morte se non l’avessero lasciato andare.

– Vi spacco il cuore ! – urlò con rabbia crescente, mentre dagli occhi, divenuti subito rossi, traspariva il fuoco che aveva in petto.

   Ma fu per poco. Come un solo uomo, tutti quelli che gli erano attorno, gli furono sopra,  assalendolo da ogni parte e gridando: – Assassino ! E’ lui il colpevole… fermiamolo !

   Uccio Santoro, d’un colpo si trovò disteso sull’erba bagnata, mentre diecine di braccia, disarmatolo, cercavano di immobilizzarlo. Ma lui non s’arrendeva e lì sotto, dimenandosi, continuava a gridare e a sparar calci come una bestia. Immobilizzato e sfinito, infine fu fatto largo intorno a lui. Quattro braccia poderose lo sollevarono da terra e lo trasportarono in una casupola vicina.

   Fuori intanto riprendeva a piovere.

   Dentro le quattro mura della piccola casa di campagna Uccio non sapeva come comportarsi. La verità l’aveva detta e non gli avevano creduto. Aveva fatto anche uso della forza. Macché !

   Si erano convinti che lui, proprio lui, era il colpevole. Madonna santa ! non ci voleva nemmeno pensare. Lui che aveva sempre guardato con indifferenza il mondo intero, e che non s’era mai curato dei fatti degli altri, aver ucciso un uomo.

   Ma se non ne sapeva nulla ! Eppure glielo ripetevano in faccia, perché meglio sentisse la gravità del fatto.

– Hai ucciso un uomo ! Assassino, per il solo rimorso dovresti confessare.

   Intanto s’era fatto avanti un tale dall’aria spavalda e dal viso contratto, il quale presentava una leggera ferita al braccio.

– Lo vedi cosa mi hai fatto ? Che ti avevo fatto io ? Me lo dici ? Eppure questa me l’hai fatta tu – diceva mostrando il braccio denudato. E continuava:

– Ed ora parla ! Te lo dico perché non voglio male a nessuno, io. Parla o ti farò pagare questa e l’altra.

– Delinquente !!! – Urlò Uccio Santoro, sparandogli contro un calcio, da com’era seduto, che colpì quello in pieno petto.

   Il tempo per rimettersi in piedi e, come fulmine, l’uomo s’avventò sul povero Uccio, colpendolo in faccia, sulla testa e in ogni parte del corpo; Dieci, venti, cento colpi; e poi quando stava per cessare… ancora ! Ancora uno, dieci, a sbalzi, preso da furore, senza pietà; fino a quando non lo vide ai suoi piedi, pieno di lividi, senza più forza, quasi privo di sensi. Poi, tra la folla soddisfatta, che gli faceva largo s’allontanò fregandosi le mani. Quelli che erano più vicini al Santoro, aiutarono l’infelice a rimettersi.

   Fu lavato con acqua fresca e gli si fecero massaggi.

   Poi cercarono di approfittarne del suo stato per fargli sciorinare la verità.

– Hai visto cosa ti succede. Se avessi parlato prima…

   Gli si fecero domande su tutto, e lui, a proposito ed a sproposito aiutandosi con la testa rispondeva. Quando gli fu domandato se quel tale avesse la barba nera, rispose negativamente con la testa, e, sforzandosi disse:

– Non so, non so niente… io non c’entro proprio con questa storia, lo volete capire ?

   Voci concitate, intanto, giungevano dal di fuori, e la gente che era dentro sfollò tutta di colpo; Uccio veniva così abbandonato solo nell’angolo in cui si trovava.

   Trascorse qualche tempo senza che nessuno ritornasse. Quelle voci anzi, che s’erano fatte udire, a poco poco erano andate scomparendo.

   Incuriosito, Uccio tentò di mettersi in piedi; ma non vi riuscì. Tutto il corpo gli doleva e la testa e il viso se li sentiva scoppiare. Riprovò, vi riuscì, si assicurò in piedi, e mosse i primi passi.

   Ma cosa era successo dunque ? Raggiunta la soglia e sporto il capo fuori, non vide nessuno. Nemmeno uno di tutti quelli che lo avevano assillato era rimasto. Cosa voleva dire tutto questo ?

   Uscì fuori, guardò verso il pozzo. Nessuno ! Anzi… si ! Per terra…

   Disteso a terra c’era qualcuno… qualcosa, insomma ! Ma cosa era ?

   Un vecchio barbone, mai visto prima, vestito di stracci, inzuppato di acqua giaceva disteso per terra. Al collo presentava una ferita molto profonda.

   Uccio Santoro lo guardò stupito, poi si guardò attorno e si mise a sedere per terra, con la schiena contro il parapetto del pozzo. Vittima lui stesso aveva ai suoi piedi un’altra vittima. La sua vittima !

Bobbi, il suo cane, comparendo improvvisamente , gli fu sopra saltellando e scodinzolando, e prese a passargli la lingua sul viso. Uccio gli passò una mano sulla testa, facendola scorrere sul dorso, e sussurrò: Mio povero Bobbi!

   Alzando la testa, vide la vecchia Cesira che si avvicinava lentamente; sembrava farneticare ed aveva qualcosa in mano: – Era nottecritava, chiangia e l’ane ccisuse chiamava Tore e rrubbava fave, foje, mile, pire e lumìe… era povareddhu e l’ane ccisu…  tre telinguenti… tutti ncapucciati… e poi l’ane manatu intra llu puzzu!!! Lu Cosi l’aie truatu e cu li cumpagni soi l’ane tiratu fore…-

   Cesira rimase in piedi col rosario in mano e guardando il morto piangeva e parlava… parlava !

   Diceva la verità ?

   In quel momento si sentirono arrivare le camionette dei Carabinieri.

   Uccio Santoro si alzò in piedi ed in silenzio attese le forze dell’ordine.

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