MIETITURA

MIETITURA

Mi ricordo, durante la guerra, le belle passeggiate che facevo lungo i viottoli di campagna con mio cugino Mario. Era molto più grande di me e faceva l’insegnante all’Istituto Magistrale. Mi ricordo, durante la guerra, le belle passeggiate che facevo lungo i viottoli di campagna con mio cugino Mario. Era molto più grande di me e faceva l’insegnante all’Istituto Magistrale.    Quando veniva a trovarci in paese, si sedeva accanto al nonno, che era paralizzato per metà persona, e raccontava quello che accadeva a scuola e in città. Io ascoltavo, insieme con i miei fratelli più grandi, rannicchiato sopra un vecchio tappeto di lana marrone.    Una sera Mario disse al nonno:   –  Ci hanno fatto finire gli esami perché si potevano benissimo finire. Abbiamo esaminato e promosso, alla buona, una novantina di ragazze, maestre. Maestre di guerra, le chiameranno, quando, più avanti, si parlerà di loro. Fa niente. A tempi di eccezione, esami di eccezione. Le abbiamo accontentate tutte, quindi contente le famiglie. Avranno modo, con la loro contentezza, di far contenti i loro congiunti che combattono. Avevamo la radio nell’aula accanto. Ogni tanto uno di noi andava a sentire se venisse fuori qualche notizia da mandare a carte quarantotto esami, esaminande ed esaminatori. Invece nulla. Tutto regolare. La guerra procedeva secondo i calcoli stabiliti. Ora gli esami sono finiti e con gli esami sono finite molte altre cose. Un collega della Commissione esaminatrice voleva bocciare una ragazza, perché non aveva saputo rispondere se Parigi era la capitale della Francia. La candidata aveva i suoi dubbi. Lei leggeva i giornali e sapeva tante cose; invece il professore si era fissato sui libri di testo.   A questo punto si aprì la discussione ed intervennero anche i miei fratelli.    Mario si stava annoiando e sbadigliò più volte. Guardò l’orologio e disse:   –   Si sta facendo tardi, devo tornare a casa. Domani mattina la sveglia suonerà presto.   –   Mario, ora cosa farai? – gli chiese il nonno.   –   Andrò a lavorare in campagna. Una volta chiusi i battenti della scuola, sono andato al Distretto per arruolarmi. La risposta : Devi aspettare la chiamata! E mi mandarono a casa. Ho raccontato tutto a mio padre: Vai in campagna a mietere! – mi ha detto – Sul podere, mancano due contadini: Pino e Antonio, 22 e 27 anni. Sono rimaste le donne e il vecchio fattore. Antonio, che ha moglie – la Quintina – e una bambina di tre anni, è stato spedito in Libia; Pino in Piemonte, ora sarà in Francia. Scrivono che stanno bene. Ci sono con loro altri contadini dei poderi vicini al nostro. Antonio scrive alla Quintina dal confine con la Cirenaica. Racconta che sotto la tenda fa molto caldo e che tira un forte vento chiamato “ghibli” perché solleva la sabbia. Gli hanno fatto impressione i neri, che sono neri come il carbone, non li aveva mai visti prima. Non chiede niente da casa, vuole notizie del raccolto e dell’uva, dà consigli sul lavoro della mietitura, e si raccomanda che le donne non si affatichino troppo. Domanda soltanto che gli mandino una immagine benedetta, un Crocefisso miracoloso, perché al fronte fa sempre bene.   Detto questo Mario si alzò dalla sedia, salutò tutti e andò via augurando la buonanotte.   Dopo quella visita mio cugino non si fece più vedere e una mattina andammo a trovarlo in campagna col motocarro dello zio Nino.    Il podere era grande e la distesa di grano era bella a vedersi illuminata dai raggi del sole.    Ci avvicinammo a Mario e mio padre gli chiese come andava il lavoro.   –   Andiamo avanti a mietere – rispose Mario asciugandosi il sudore – Andiamo adagio, ma gliela facciamo benissimo. Arriviamo nel campo sul far del giorno e torniamo quando fa notte. Se non fosse per questa stagione balorda, che piove ad ogni momento, ce la sbrigheremmo in dieci giorni. La pioggia è dannosa quando si miete. La mietitura vuole il sole. Le spighe col sole sono dorate, con l’acqua diventano nere, marciscono.   La Quintina chiamò all’ombra di un grosso albero d’ulivo e posò per terra, sopra una tovaglia, il cesto delle vivande: cetrioli tagliati a fette con olio e aceto, verdura cotta con l’aglio, pomodori conditi, qualche pezzo di formaggio, grosse fette di pane e il boccale di coccio smaltato, col vino.   –  Mangiamo due volte al giorno: alle 10 e alle 5 di sera, in pace e in carità – disse Mario lavandosi le mani nel secchio dell’acqua – Nell’ora di pausa ci scappa anche la dormitina all’ombra degli alberi più folti, dove ci ripariamo quando viene giù l’acquazzone.    Con vociare allegro ci sedemmo sotto l’albero d’ulivo, ai margini del campo di grano, per stare più freschi.    Guardai la Quintina che aveva 22 anni. Proprio bella non era, ma bellina, magrolina e molto garbata nell’offrire il cibo. Disse che finalmente aveva ricevuto la lettera del marito dall’Africa.    Mario le descrisse i posti dove si trovava il suo uomo, non era mai stato in Africa, ma era molto istruito.   –  Signorino Mario, la faranno presto la pace? – chiese Quintina con voce trepidante.   –  Sì la faranno, Quintina – rispose Mario un po’ triste, guardando lontano – e dopo, invece di due, mangeremo cinque volte al giorno.Tutti si misero a ridere con una grande speranza nel cuore.Intanto la bambina giocava tra le spighe lì vicino.Mario si alzò e lentamente si diresse verso di lei.    Fece finta di trovare tra le spighe e i rossi papaveri del campo, una pianta che produceva le caramelle con la carta colorata.   Donò una caramella alla bambina che la prese festosa e con le manine si mise a cercare altre caramelle fra le spighe di grano.   Mario sorrideva felice.   –  Così, quando sarà grande, si ricorderà che al tempo della guerra, da noi, in mezzo al grano, nascevano le prime dolcissime caramelle – disse ad alta voce battendo allegramente le mani.
                                                                                                                         

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...