LE VICENDE DEL LIBRO “ITALY” DI LADY MORGAN NELLA PROVINCIA DI TERRA D’OTRANTO SEQUESTRATO E BRUCIATO DALLA POLIZIA BORBONICA NEL 1822 PERCHÉ INDEGNO E FOMENTATORE DI CARBONICA INDIPENDENZA

LE VICENDE DEL LIBRO “ITALY” DI LADY MORGAN NELLA PROVINCIA DI TERRA D’OTRANTO SEQUESTRATO E BRUCIATO DALLA POLIZIA BORBONICA NEL 1822 PERCHÉ INDEGNO E FOMENTATORE DI CARBONICA INDIPENDENZA

Negli stessi mesi in cui la polizia borbonica di Terra d’Otranto era impegnata nella ricerca di quello che era stato definito «il compendio del materialismo» e all’arresto dell’immaginoso e umanitario dottor Raimondo Vinella da Galatina, una riservata datata Napoli 17 gennaio 1822 veniva diramata nel Regno che ordinava il blocco di «un libro indegno… fomentatore di carbonica indipendenza».

     Commissariato Generale della Capitale e della Provincia  di   Napoli

     OGGETTO: Proibizione del Libro di Ledy Morgen tradotto dall’idioma inglese.

     Al Sig. Intendente della Provincia di Terra d’Otranto – Lecce

Signore,

ho l’onore di trasferirle un Estratto dal Notiziario di Roma del giorno 8 corrente mese. Esso è del tono seguente: “ Serva di avvertenza che si procura dagli amanti del disordine d’introdurre specialmente nei Governi Monarchici un libro tradotto dall’idioma inglese, di cui è autrice LedyMorgen. Cotesto libro viene diffuso anche nella Provincia di Terra d’Otranto: un libro indegno che è stato già bruciato per mano del boia a Parigi, in Torino ed in Venezia.Nella città di Roma si fanno diligenti ricerche per vedere se alcun esemplare potesse esistere presso qualche libraio, o particolare venditore di libri, onde poi requisirlo e consegnarlo pubblicamente alle fiamme vendicatrici di così nefando libello, senza risparmiarlo a persone sebbene costituite in Regio grado e fomentatore quanto altro scritto di carbonica indipendenza.

In seguito di tali perquisizioni non ha potuto ancora la nostra Polizia rilevarne, che la permanenza soltanto di un esemplare presso il Ministero del Re Wustemberg, e la semplice supposizione, che possa esservene alcun altro nel Corpo Diplomatico.

Potrà, nonostante una tal notizia, servirlo di regolamento alla perspicace Regia Polizia di Napoli nel corso che si tentasse di introdurlo in quel Regno.

Ella vorrà trovare nella sua accorgenza di disporre che il detto libro sia ricercato in cotesta Provincia di sua amministrazione; perché laddove ve ne sieno capitati degli esemplari sieno assicurati alla Polizia, ed a me rimessi sollecitamente.

In questo caso vorrà compiacersi d’indagare da chi sieno stati rimessi, da qual luogo, con quali mezzi, ed a chi sieno venuti diretti, con provvedimenti per ogni altra circostanza all’oggetto, per quindi poter prendersi le corrispondenti disposizioni di polizia.

Il Commissario Generale di Polizia.

 

       Lady Morgan non era né uno pseudonimo, né un nome d’arte, ma titolo e cognome di Sydney Owenson, irlandese di origini borghesi, acquisiti per aver sposato nel 1812 Lord Thomas Charles Morgan, medico personale di Lord Abercorn. Figlia di un attore, Robert, che aveva anglicizzato il suo originario cognome di MacOwen, e di una inglese protestante, Jane Hill, la giovane Sydney trascorse la sua adolescenza a Dublino dove ebbe una adeguata istruzione, ma l’influenza maggiore le venne dal padre. Già nel 1801 aveva pubblicato un primo libro di poesie; al quale seguì, nel 1802-1803, il primo romanzo e nel 1805 il secondo. Fu il terzo, diviso in tre tomi, pubblicato nel 1806, a darle successo e risonanza non solo nazionale e per il quale è più nota: The wild Irish girl. Tema centrale di questo romanzo era la rivendicazione nazionale di quell’Irlanda che con l’Act of Union del 1800, si era vista cancellare la propria indipendenza e il conseguente scioglimento del suo secolare parlamento.

Il XIX secolo fu caratterizzato da quel fenomeno legato al Grand Tour per l’Europa, e l’Italia era una delle mete favorite dall’aristocrazia e dagli artisti. Sfugge ai più che a prendere parte a questi avventurosi e perigliosi viaggi fossero anche donne e Lady Morgan apparteneva a quella schiera di viaggiatrici per le quali un viaggio in Italia comportava anche coinvolgimenti politici e problematiche sociali.

Il viaggio in Italia di Lady Morgan fu raccontato nel suo libro in due volumi, intitolato Italy, pubblicato nel 1821.

      Quando nel dicembre del 1819 Lady Morgan giunse a Roma, vide sgretolarsi davanti ai suoi occhi l’immagine letteraria e romantica di quella città che era stata la dominatrice del mondo; rimase negativamente colpita dalla commistione del poter temporale con quello religioso, dal connubio innaturale tra trono e altare.

La riservata del 17 gennaio 1822, di sopra riportata, si rivela imprecisa e lacunosa: il nome dell’autrice risulta storpiato, non riporta il titolo del libro oggetto di requisizione, si fa riferimento ad una traduzione; di fatto, non risulta che vi sia stata una traduzione dell’originale in italiano, ma solo in francese.

Più avanti seguirà una analisi della pubblicazione, poiché al momento interessa seguire da vicino le azioni intraprese dalla polizia borbonica.

      L’Intendente di Terra d’Otranto, pochi giorni dopo, diramò ai Sotto Intendenti e ai Giudizi del Circondario le istruzioni per ricercare il libro, aggiungendovi l’aggettivazione di «nefando libello»:

 

L’INTENDENTE DI POLIZIA DELLA PROVINCIA D’OTRANTO – LECCE

I nemici dell’ordine e del Governo Monarchico vogliono introdurre nel Regno un libro tradotto dall’idioma inglese, di cui è autrice Ledy Morgen. Il libro è stato bruciato per mano del Boia a Parigi, in Torino ed in Venezia. In Roma la Polizia sta indagando per vedere se presso qualche libraio esistono ancora copie del nefando libello.

Perciò, la prego di fare le più accurate perquisizioni presso le librerie perché là dove ve ne sono capitati esemplari vengano subito sequestrati.

L’autrice risulta più di ogni altro scrittore di carbonica indipendenza.

Verificare se in codesto Circondario qualcuno abbia acquistato degli esemplari del libro.

Ai Giudici del Circondario d’Ufficio per sollecita esecuzione:

Si ordina a tutti gli organi giudiziari e di polizia di svolgere accurate indagini concernenti il nefando libello prodotto in lingua inglese che i nemici dello Stato e dell’ordine pubblico vogliono introdurre nel Regno di Napoli per fomentare disordini.

Lecce, 26 gennaio 1822

L’Intendente della Provincia di Lecce

 

Con pari solerzia risposero i diversi organi periferici assicurando di aver preso nota dell’ordine ricevuto e di aver immediatamente impartito le opportune e necessarie disposizioni e di aver predisposto un’attenta vigilanza a che «l’infamante» libro non fosse introdotto nei Circondari di pertinenza.

Qualcuno assicurò di aver condotto le ricerche con esito negativo, ma vale la pena riportare tutte le risposte presenti nell’Archivio di Stato di Lecce, evidenziando quella del giudice Pasanisi da Soleto che approfitta dell’occasione per dichiarare che nel suo Circondario esistono persone di provata morale e sana politica; quella del giudice di Campi che appare come la ripetizione pedissequa di uno scolaretto che vuol dimostrare di aver ben recepito l’ordine alla lettera. Dalla loro lettura emerge una rituale e formale aderenza alle direttive ricevute nella caccia ad un libro di cui non si citava il titolo e si alterava in nome dell’autrice, rendendo così difficoltosa la ricerca.

     Di questo nefando libro di Lady Morgan, già bruciato dal boia a Parigi, Torino e Venezia perché fomentatore di carbonica indipendenza, in tutto il Regno di Napoli non si trovò mai traccia; ebbe, invece, un maggiore riscontro nel Nord dove suscitò qualche dibattito.

Non è questa la sede per aprire sulla figura di Sydney Owenson – Lady Morgan, un discorso più ampio che investe la tematica delle donne sia nella letteratura che nella società e, nel caso specifico, le influenze dirette e indirette nel movimento risorgimentale italiano. Preme, tuttavia, evidenziare come ella si pone nella scia letteraria di Madame De Staël (addirittura anticipandola); come ella stessa facesse parte di quella schiera di donne superiori, enfatizzata e proposta dalla letteratura dell’epoca; in quanto viaggiatrice, va inserita in quell’altra legione di donne che, affrontando non poche difficoltà, attraversavano l’Europa, entravano in contatto con realtà culturali e sociali con le quali dialogavano, sia direttamente, che indirettamente, attraverso i loro scritti, poetici, letterari, di impressioni di viaggio.

Ci è stato possibile leggere il secondo volume di Italy, digitalizzato da Google, e ne abbiamo gustato la scrittura, la vasta erudizione, la sottile ironia, l’occhio attento, la capacità di andare oltre la superficie dell’apparenza, consentendoci quindi di partecipare al nostro lettore i temi in esso contenuti, e rispondere al quesito se il suo contenuto fosse realmente, e in quale misura, pericoloso per il potere borbonico.

     La risposta va ricercata nei giudizi, sparsi qua e là, sulla condotta morale, su certe forme di libertinaggio, sull’assenza d’istruzione, sul costume del baliato, su quello di fasciare gli infanti, sul rifiuto del vaccino, sulle figure dei cavalier serventi, sulla riproposizione di stereotipi negativi tanto sull’Italia, tanto sugli italiani. Pesava anche, molto certamente, la nomea che le opere di Lady Morgan erano pregne di una veemente polemica nei confronti dei Borbone, sia francesi che spagnoli; di un’aspra critica al potere temporale dei papi, dell’ingerenze dei preti e dei monaci nella vita delle persone.

      Nel suo scritto l’autrice denuncia l’abisso esistente tra il popolo e le classi superiori rappresentate dai nobili, dai proprietari, dalle professioni e sottolinea ancora una volta l’incapacità di un re la cui incompetenza era nota alla stessa massa dei lazzaroni che con lui sapevano di poter condividere una sola passione, mangiare maccheroni.

Lady Morgan esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza

La carbonica indipendenza fomentata dal libro è presente nelle pagine in cui Lady Morgan esprime il suo entusiasmo per la Carboneria e definisce i carbonari patrioti, persone disinteressate e coraggiose.

Abbiamo sintetizzato a grandi linee le tematiche trattate dall’autrice perseguitata estrapolando, ritenendo essere sufficienti per comprendere che vi era abbondante materia per suscitare apprensione e scatenare la caccia poliziesca.

Quelle pagine oscuravano le altre in cui Lady Morgan descriveva ed esaltava tanti altri aspetti positivi che aveva registrato a Napoli e nel regno.

(Pubblicato su “Il Galatino” n. 13 dell’8 luglio 2016 pag. 3)

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