EDMONDO DE AMICIS SOCIALISTA

EDMONDO DE AMICIS SOCIALISTA

   Edmondo De Amicis nacque a Oneglia il 31 ottobre 1846 e morì a Bordighera l’11 marzo 1908. Nel 1947 l’Italia lo ricordò nel centenario della sua nascita. Del nobilissimo scrittore ed educatore piemontese, dell’autore del libro Cuore, tradotto in quasi tutte le lingue del mondo e stampato in milioni di esemplari, si rievocò la grande bontà d’animo, la rettitudine artistica e morale, il grande amore per il bene. Ma, ci si dimenticò di ricordare un avvenimento saliente della sua vita semplice e appartata, senza eventi esteriori e senza profonde passioni: la sua adesione, nel 1891, al socialismo che, per la verità, suscitò un certo scalpore.

   L’autore di Cuore era stato ufficiale di fanteria ed aveva combattuto nel 1866 alla battaglia di Custoza. Divenuto poi direttore della rivista L’Italia Militare, cominciò a pubblicare alcuni bozzetti di vita militare, raccolti in La vita militare nel 1868, che gli diedero la prima fama.

  Il successo lo indusse a tralasciare la carriera intrapresa per dedicarsi alla letteratura e al giornalismo. Come corrispondente della Nazione, nel 1870 aveva preso parte alla presa di Roma.

  Iniziò a viaggiare e a scrivere resoconti dei suoi viaggi, che ottennero notevole successo di pubblico (Spagna, 1872; Olanda, 1874; Ricordi di Londra, 1874; Marocco, 1876; Costantinopoli, 1878; Ricordi di Parigi, 1879). Il successo internazionale giunse con il libro Cuore (1886), diario di uno scolaro, inframmezzato da racconti di ispirazione patriottica e toni intensamente patetici, a lungo ammirato per i suoi contenuti morali.

  Nei suoi libri aveva esaltato l’esercito e l’amor patrio, per cui, il suo ingresso nel socialismo parve a qualcuno un rinnegamento del passato. Altri gli mossero accuse di ambizione politica, ma non ne aveva. Infatti, poco tempo dopo, nella maturità del suo ingegno e nella pienezza della sua fama, De Amicis diede un nobile esempio di rettitudine letteraria, rifiutando di accettare l’elezione a deputato.

  Nella sua lettera agli elettori socialisti del primo collegio di Torino e a quelli non socialisti che avevano votato in suo favore “per semplice sentimento di benevolenza”, egli volle far capire che poteva servire meglio la causa del socialismo restando scrittore e nient’altro.

  Aveva aderito al socialismo nel 1891 e nella sua maturità si volse anche ai problemi sociali e pedagogici della sua terra.

  La sua produzione poetica è raccolta nel libro  Poesie del 1880.

  Altre sue opere furono: Gli amici, 1883; Il romanzo di un maestro, 1890; Amore e ginnastica, 1892, riscoperto da Italo Calvino; La carrozza di tutti, 1895.

  Nel 1890 aveva pubblicato il libro Primo Maggio, di ispirazione marxista.

  Nella maturità si volse anche a problemi sociali e pedagogici.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...