4 DICEMBRE: SANTA BARBARA

4 DICEMBRE: SANTA BARBARA

PROTETTRICE DEI MINATORI, ARTIFICIERI, CANNONIERI

Barbara di Nicomedia, in Bitinia, era figlia di un ricco signore pagano di nome Dioscoro. Il padre, geloso della sua bellezza, la richiuse in una torre del castello per servire gli dei in attesa di un matrimonio conveniente. Dopo qualche tempo, Barbara rigettò il culto degli dei pagani e si convertì alla fede cristiana, battezzandosi nelle acque della propria piscina. Il padre perse la testa e pieno di rabbia trascinò la figlia davanti al giudice accusandola di fede cristiana ed assistendo alle torture che le furono praticate. Barbara venne condannata ad attraversare nuda il paese, ma per le sue preghiere, nel giorno designato, il cielo si annuvolò cupamente oscurando la sua immagine. 

   Il quattro di dicembre, regnante Massimiliano imperatore (288 d.C.), giorno del martirio di Barbara, il padre volle sostituirsi al boia per decapitare la figlia con la spada. Non appena la bionda testa cadde al suolo rosso di sangue, un tuono scosse il cielo e un fulmine colpì il disumano padre bruciandolo. Il corpo di Dioscoro rimase incenerito dal fulmine celeste, simbolo della morte immediata senza la possibilità di redenzione; quel fulmine costituì il centro attorno al quale si formò nei secoli la devozione per Santa Barbara.

   Ella fu prescelta perché rappresentava la serenità del sacrificio di fronte al pericolo senza possibilità di evitarlo, e venne eletta a patrona “di coloro che si trovano in pericolo di morte improvvisa”. Infatti, la martire, nell’imminenza del supremo sacrificio, pregò Gesù: “ tu che stendesti i cieli e fondasti la terra e rinchiudesti gli abissi, tu che comandasti ai nuvoli che piovesse sovra i buoni e sovra i rei, andasti sopra il mare e riprendesti il tempestoso vento, al quale tutte le cose obbediscono, esaudisci per la tua misericordia infinita l’orazione della tua ancilla… Pregoti Signore mio Gesù, se alcuna persona a tua laude farà memoria di me e del mio martirio… mandali grazia per tua misericordia”.

   La compenetrazione della leggenda con momenti di vita mistica, spiega le ragioni per cui, dopo l’invenzione della polvere da sparo, ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, da sempre tiene attaccato sulle pareti una immagine della Santa “perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri, che si chiamano appunto Santebarbare”… (Padre Alberto Guglielmotti).

   Dopo qualche secolo sembrò che anche dalle mani dell’uomo fosse scaturita la folgore con l’invenzione della polvere da sparo e delle armi da fuoco. La devozione di Santa Barbara ebbe così nuova diffusione tra tutti coloro che maneggiavano pericolosamente la polvere da sparo come gli artificieri, i cannonieri, i pirotecnici, i minatori, ecc.

   I minatori festeggiavano la loro protettrice Santa Barbara il 4 dicembre. Quel giorno non si recavano al lavoro se la società proprietaria della miniera professava la religione cattolica. I minatori si riunivano insieme alle loro famiglie attorno a grandi tavolate per festeggiare la Santa.

   In Belgio si celebrava la messa in fondo alla miniera, dove veniva consentito anche alle donne di scendere e assistere alla messa con i loro congiunti. Oggi gli ex minatori, anche se in pensione, si scambiano auguri e piccoli doni, conservando ancora una grande gratitudine per la Santa, che li ha protetti nel corso del lavoro.

   A Tuglie fino a pochi anni fa, gli ex minatori, per il 4 dicembre raccoglievano le offerte per festeggiare Santa Barbara con fuochi d’artificio e con la celebrazione della messa. Oltre agli auguri si scambiavano piccoli doni.

   Nel breve pontificato di Pio XII, il 4 dicembre 1951, Santa Barbara venne proclamata a Celeste Patrona, per cui ogni 4 dicembre gli uomini della Marina Militare e quanti operano per essa, nel ritrovarsi con le comuni origini e valori, festeggiano solennemente e degnamente Santa Barbara, loro protettrice.

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